Competenze bancarie: come capire quanto ci costa il nostro conto?

Capire quanto ci costa realmente un conto corrente è spesso difficile. Per questo può essere utile conoscere cosa sono le competenze bancarie e come avviene il loro calcolo.

Le banche hanno l’obbligo di inviare l’estratto conto una volta l’anno (nella modalità scelta dal correntista se è prevista sia una via tradizionale che una online). Normalmente provvedono a farlo con scadenze trimestrali, ed eccezionalmente semestrali. Il trimestre è il periodo di riferimento anche per la liquidazione delle “competenze bancarie”. Con questa definizione si indicano alcune “spese” che sono legate all’uso e alla tenuta del conto corrente riconducibili a:

  • interessi creditori;
  • interessi debitori;
  • spese di tenuta conto;
  • bilancio o sbilancio delle competenze.

Tutte queste voci devono essere riportate sull’estratto conto nell’apposita sezione che viene genericamente indicata con la dicitura competenze (o simile).

Liquidazione interessi attivi: dipende dal tasso creditore

Il calcolo suddetto non è sempre avvenuto allo stesso modo. Fino al 2016 le banche erano infatti solite usare dei tempi differenti per la liquidazione degli interessi attivi e di quelli passivi. Quelli attivi venivano liquidati con scadenza annuale, mentre gli interessi debitori sempre con scadenze trimestrali. Dall’ 1 ottobre 2016 è stata formalizzato tramite una direttiva comunitaria l’obbligo per le banche di usare la stessa periodicità per gli interessi passivi e di quelli attivi. Ma cosa sono? Vediamolo di seguito.

Gli ultimi sono gli interessi che maturano sulle giacenze presenti sul conto corrente. Il tasso proposto è applicato su base annuale e, normalmente, la banca indica il tasso lordo. Per conoscere l’importo che sarà probabilmente accreditato bisogna basarsi sul tasso netto, ovvero ‘decurtato’ dell’imposta di bollo vigente (bisogna considerare quella vigente al momento in cui si fanno i calcoli).

La banca normalmente accredita le “competenze” attive nette, facendo la trattenuta a monte dell’imposta dovuta, ma questa scelta cambia a seconda che si abbia un conto amministrato o gestito. Il calcolo viene fatto moltiplicando il saldo dei numeri creditori per ogni giorno di valuta. Per avere un riferimento più preciso si può usare il conto scalare.

Liquidazione interessi passivi: tassi di interesse passivi con o senza scoperto

In questo caso il calcolo viene fatto sulle somme utilizzate sul conto ma con saldo negativo (quando in sostanza si va in rosso, sia che si abbia un affidamento in conto corrente che non). Il calcolo avviene moltiplicando i numeri debitori per i giorni di valuta ed anche in questo caso è consultabile in maniera più approfondita attraverso il conto scalare.

Attenzione: sia per gli interessi attivi che per quelli passivi, se ci sono stati dei cambiamenti di condizioni durante il periodo a cui si riferisce il calcolo, questi devono essere tutti riportati in modo dettagliato nella sezione delle competenze e delle spese.

Costi di gestione del conto corrente: fisso con il canone o variabile?

A meno che non si abbia un conto corrente a costo zero, periodicamente saranno scalati dei soldi, a titolo di canone, per la gestione del conto stesso. Queste sono le spese di “tenuta” del conto ed anche la loro liquidazione avviene quando si fa il calcolo delle competenze. Periodicamente la banca dovrà indicare l’importo che viene detratto dal saldo per questo tipo di spesa. In particolare nell’estratto conto dovrà essere riportata la voce, il costo e la data di applicazione/calcolo.

Oltre a queste spese ci sono quelle legate allo scoperto, sia se si paga la civ o se sono applicate commissioni. I costi applicati relativi al periodo in cui si è andati in rosso devono essere liquidati nel periodo a cui si riferiscono le competenze bancarie riportate nell’estratto conto.

Il calcolo: l’accredito o l’addebito del saldo tra spese e interessi attivi

Una volta riportate tutte le spese e le “competenze” relative al periodo di riferimento, la banca dovrà concludere con una serie di calcoli, in cui verranno riportati gli interessi attivi, passivi e le spese di tenuta conto ed altre “competenze”.

Se il risultato finale di tale calcolo è attivo la cifra risultante verrà accreditata sul conto corrente contribuendo ad aumentarne il saldo (mentre se il totale sarà negativo verrà addebitato sul conto venendo a ridurre l’importo del saldo stesso). Nel primo caso si parlerà di “bilancio di competenze bancarie” mentre nel secondo si tratta di “sbilancio di competenze”. Oltre alla registrazione contabile ci sarà quindi l’effettiva operazione di addebito o di accredito a seconda dei casi.

I calcoli hanno un costo?

I calcoli sulle competenze bancarie possono essere fatti chiedendo un contributo al correntista (contributo che comunque deve essere specificato nel foglio informativo), oppure possono essere fatti a costo zero, facendone rientrare il “costo” nullo nel canone di gestione del conto corrente che a sua volta potrà prevede un contributo fisso oppure essere stabilito uguale a zero.

Il contributo periodico sulle competenze è logicamente sempre specificato a livello contrattuale e deve essere valutato in funzione di un orizzonte temporale annuale. Vista la possibile incidenza economica di tale esborso è buona norma controllare anche questa voce all’interno dei fogli informativi e usarla per fare la comparazione tra differenti conti correnti, specialmente se le altre condizioni sono abbastanza simili.

Conclusioni

Fattivamente il calcolo delle competenze avviene effettuando una sorta di chiusura contabile periodica. Quindi è come se ogni tre mesi (a scadenze prefissate che funzionano su anno solare e non per anno legale) la banca chiudesse il conto per fare la liquidazione delle competenze alla fine dell’ultimo mese del trimestre, per poi riaprirlo il primo giorno del mese successivo. Al correntista interessa conoscere queste informazioni per monitorare i costi applicati e per conoscere quanto sarà l’onerosità di un conto corrente al posto di un altro.

C’è da dire che questo può rappresentare un periodo molto delicato, nel quale la banca può anche prendere in considerazione una rivalutazione di alcune condizioni applicate al conto corrente, come ad esempio l’importo di scoperto concesso in precedenza. In ogni caso è consigliato non firmare alcuna autorizzazione che la banca potrebbe richiedere per il calcolo degli interessi con capitalizzazione degli interessi passivi: se l’anatocismo è vietato con questa autorizzazione si dà alla banca la possibilità di poterlo applicare in modo legale.