Conto corrente economico: quanto pesa il canone?

Finisce un anno e ne inizia uno nuovo ed ecco che si viene sommersi da classifiche di comparazioni di conti. Basta andare sul web per trovare numerose liste dei migliori 10 o 5 conti gratuiti del 2020 . Ma è davvero oro tutto quello che luccica? Non proprio, anzi, spesso trovare il conto corrente che è allo stesso tempo economico e capace di soddisfare tutte le nostre esigenze diventa comunque complicato.

Partiamo dal presupposto che una classifica può essere utile, così come una comparazione, ma non mette in evidenza tutti gli aspetti da considerare, dato che si concentra solo su un confronto di dati economici essenziali. Non è quindi detto che quello che sulla carta sembra un conto corrente economico, lo sia poi effettivamente con l’uso che noi ne andremo a fare. Quindi andiamo a considerare una serie di condizioni che vanno valutate per scegliere al meglio.

conto corrente economico

Perché scegliere un conto gratis o che costa poco?

Nella definizione di ‘conto corrente economico’ possiamo trovare tante condizioni differenti, per cui non è detto che un conto che parte ‘gratis’ sia anche quello che ci costerà di meno alla fine dell’anno. Bisogna saper distinguere le voci di costo che costituiscono la spesa complessiva e scorporare quelle che ci interessano da quelle che per il nostro tipo di operatività sono di nessuna importanza. In questo modo potremmo scoprire anche che:

  • un conto corrente a pacchetto o package, che quindi ha un costo fisso mensile e comprende un certo numero di servizi, operazioni e prodotti, è quello che per noi è il più economico;
  • un conto gratis, per il tipo di uso che ne facciamo, diventa una scelta addirittura più onerosa, per cui è meglio scegliere un conto all inclusive con un costo fisso che in partenza ci sembra meno conveniente.

In funzione di quanto appena detto risulta pressoché essenziale valutare:

  • se c’è un canone fisso mensile;
  • cosa comprende il canone e quali prodotti e servizi non sono considerati;
  • se c’è un sistema di bonus che permette di diminuire l’importo del canone stesso;
  • quale tipo di operatività facciamo e quali canali sono compresi (online, sportello bancario, Atm con cassa evoluta come nel caso di quelli di Unicredit, ecc);
  • se è previsto uno sconto per alcune categorie (se ci sono convenzioni o si tratta di prodotti pensati per i giovani);
  • quanto costano le operazioni al di fuori del canone e quali non sono comprese.

In questo modo possiamo già individuare i costi fissi che dobbiamo affrontare indipendentemente dal tipo di utilizzo che ne faremo e quelli che invece dipendono dalla nostra operatività.

documenti conto

Meglio preferire o evitare i conti all inclusive?

Fino a un po’ di tempo fa i conti online erano effettivamente più economici di quelli tradizionali e, in alcuni casi, si poteva accedere anche a dei conti gratuiti. Oggi molte banche stanno cambiando approccio per cui anche per i conti online bisogna sempre entrare nel dettaglio delle condizioni e di ciò che realmente viene proposto nei conti ‘tutto incluso’.

I conti all inclusive veri e propri sono quelli che prevedono un canone che comprende operazioni, prelievi, carte di pagamento, mobile e internet banking ed altri servizi o prodotti. Il problema di questo tipo di conto è spesso legato al fatto che non sono facilmente personalizzabili per cui si rischia di pagare per servizi e prodotti che non useremo mai.

Per superare questo limite sono nati i conti a modulo, oppure i conti che tramite alcuni prodotti e servizi permettono di ottenere sconti che possono compensare il costo in più che si sostiene.

Per capire meglio il discorso, ipotizziamo di avere bisogno di un conto per ricevere pagamenti ed effettuarli tramite uso della carta bancomat e qualche bonifico. Partendo da tali necessità è inutile pagare un canone che comprende anche una carta di credito e bonifici gratis in uscita e che magari non offre gratuità sui prelievi o lo fa ma per un numero basso.

Quindi a livello di principio un conto all inclusive conviene se è in linea con il tipo di uso che ne faremo, ma bisogna usare l’accortezza di trovarne uno che ci offra il più possibile ciò che usiamo.

Meglio quelli online o quelli tradizionali?

Un altro discorso che non va affrontato alla leggera è legato al tipo di operatività (online oppure da filiale). Non mancano i casi in cui, per esempio, un bonifico non costa nulla o costa poco se viene fatto online, mentre se si va in filiale (ad esempio perché si ha bisogno di essere assistiti) si va incontro a pesanti addebiti di svariati euro.

conto online con carta

Lo stesso problema si presenta nel caso dei depositi di somme oppure se si deve fare un’operazione di pagamento (bollettini, RAV, MAV, ecc). Ognuno di questi aspetti va valutato con molta attenzione, senza escludere mai, a meno che si abbia più di un conto, che in futuro potremmo essere costretti a recarci fisicamente in banca. Di contro alcune banche possono offrire dei servizi come le casse evolute che permettono di versare e fare molte altre operazioni senza appesantire il costo del conto corrente stesso.

Prelievi

Infine bisogna considerare il possibile peso dell’uso del bancomat per prelevare. Purtroppo si tratta di una componente di costi che è difficile mantenere sotto controllo a meno di scegliere conti che prevedano un numero elevato o addirittura illimitato di prelievi gratuiti. Tra le altre cose tale gratuità generalmente si limita alle banche dello stesso gruppo.

E’ inoltre essenziale fare attenzione anche a costi e commissioni applicati all’estero sia come operazione che come cambio valuta, se rientriamo in quelle categorie che per lavoro, studio o svago viaggiano spesso oltre i confini nazionali.