Trading come lavoro – Come diventare trader

Ci sono professioni che ciclicamente “tornano di moda” in alcuni momenti storici particolari. Una di queste è il trading che, dopo aver attraversato un ‘decennio di oblio’, è riapparso come professione per giovani (precari) rampanti e non solo. Ma quali sono i rischi per chi vuole iniziare questa attività? E da dove partire?


Il Trading: professione emergente o obsoleta?

Verso la fine de ruggenti anni ’90 molte persone erano attratte dalla possibilità di guadagnare facendo trading. I forti e continui rialzi delle borse degli ultimi anni del secolo scorso, infatti, avevano fatto partire una nuova corsa all’oro.

La destinazione, invece dei leggendari territori del West americano, erano i mercati azionari. Il senso di euforia che dominava la scena di quegli anni era tale per cui bastava comprare pressoché un titolo qualunque in un momento qualsiasi per ottenere ritorni da capogiro dai propri investimenti.

Ricordo il caso di un’azione biomedicale quotata al Nasdaq che raddoppiò di valore nel corso di una sola notte. L’abbondante liquidità disponibile sui mercati – immessa con generosa abbondanza dal “Maestro” Greenspan – insieme con la sensazione di una “nuova era”, avevano fatto sì che il forte trend rialzista dominante elevasse tutti i titoli quotati.

Molte persone si affacciavano al trading attratte dalla possibilità di forti ed immediati guadagni. Le stesse persone che, di fronte al crollo delle borse dei primi anni del nuovo millennio, se la diedero a gambe abbandonando il campo. Così il trading non interessava più nessuno fino a che la crisi economica lo ha fatto ricomparire.

Il Trading OGGI

Plus500

Molte cose sono cambiate negli ultimi 10 anni a questa parte. Chi voleva comprare o vendere strumenti finanziari con l’obiettivo di ricavarne un reddito, sul finire degli anni ’90 operava tipicamente in questo modo:

  • comprava titoli azionari nei momenti di salita dei mercati e chiudeva le posizioni nelle fasi di ribasso
  • il mercato di riferimento era l’azionario, sovente il Nasdaq americano dove era possibile trovare azioni di società dalle forti prospettive di crescita
  • l’operatività era limitata a cercare di approfittare dei rialzi e a limitare le perdite durante le rare fasi di ribasso
  • il rischio assunto era uguale al capitale investito, ossia non c’era la possibilità di amplificare guadagni e perdite mediante l’uso della ‘leva’ finanziaria.

La forte crescita dell’innovazione tecnologica ha permesso oggi di disporre di strumenti di accesso al mercato che una decina di anni fa erano inimmaginabili. Inoltre l’innovazione finanziaria ha permesso l’uso di strumenti finanziari che una volta erano inavvicinabili per il risparmiatore – trader.

Oggi il trader è un soggetto che tipicamente opera in questo modo:

  • opera su due mercati ‘nuovi’:il Forex e le opzioni, più raramente sul mercato dei futures
  • opera sia al rialzo sia al ribasso cercando di guadagnare da entrambi i movimenti di mercato
  • si espone a rischi maggiori rispetto al capitale che ha a disposizione grazie all’utilizzo della leva finanziaria.

La check-list per diventare trader

I trader operano nelle sale mercati delle banche, ma chi vuole intraprendere questa professione, di solito, lo fa per conto proprio pensando a crearsi un futuro lavorativo che il mondo del lavoro non offre più.

Ma quali sono i requisiti per essere ‘assunti da se stessi’?

  • Calma e lucidità mentale: fare trading è una questione di calma interiore e di forte disciplina. Solo chi ha la concentrazione di un monaco Tibetano e la lucidità di comportamento in tutte le situazioni avrà buone probabilità di successo in questa professione
  • Praticantato. E’ bene lavorare con i conti ‘virtuali’ per un po’ di tempo prima di usare soldi veri. I principali broker permettono l’apertura di conti demo, ossia dimostrativi, in cui è possibile simulare l’operatività con prezzi reali ma soldi virtuali e mettere così alla prova le proprie abilità
  • Preparazione. I mercati oggi sono molto più complessi di quanto lo fossero dieci anni fa. L’uso della leva finanziaria, la facilità di accesso e la possibilità di guadagnare durante le fasi di ribasso sono tutti elementi che richiedono una doppia preparazione: tecnica ed emotiva, intesa come autocontrollo.

Chi riesce a superare con successo la fase di praticantato grazie ad una buona formazione tecnica e alla capacità di disciplina ed autocontrollo ha buone probabilità di diventare il “benestante della porta accanto”. E magari anche il milionario della porta accanto, ma è bene ricordare che il percorso verso il successo è disseminato di difficoltà. E che fare il trader non è per tutti. Provare (con conti virtuali) per credere…