Bonifico parlante e bonus ristrutturazione: i 6 punti fondamentali per non sbagliare

Anche per il 2016 (e probabilmente per il 2017) per usufruire dei bonus fiscali legati alla ristrutturazione è necessario impiegare il cosiddetto ‘bonus parlante’. Ma cos’è in realtà e quali sono i dati ‘obbligatori’ da riportare per non incorrere in errori e controlli?

Il bonus fiscale sulle opere di ristrutturazione edilizia, di miglioramento dell’efficienza energetica, e per le altre voci ammesse (come acquisto del mobilio, ecc) è stato confermato anche per il 2016, e ci sono in corso proposte per estenderlo anche al 2017. Nel corso degli ultimi anni sono stati fatti dei cambiamenti dal legislatore, come nel caso dell’importo massimo che può essere portato in detrazione, ma un aspetto che non è stato mai modificato è quello dell’obbligo di uso del bonifico parlante.


Cos’ è?

Si usa la dicitura di “parlante” per il fatto che nella forma, questo tipo di bonifico, deve dire in modo chiaro tutto ciò che è importante, ai fini degli accertamenti e controlli condotti dall’Agenzia delle Entrate, per individuare, senza rischio di incappare in errori, i seguenti elementi:

  • chi è il soggetto che effettua i pagamenti che sarà quindi anche il contribuente che avrà diritto alla detrazione;
  • chi è la ditta, artigiano, o negozio che riceve il pagamento;
  • l’importo realmente pagato sia come acconti che come saldo (vedi anche Prestiti Unicredit per ristrutturazione);
  • la tipologia di bene acquistato, prestazione, o servizio;
  • il tipo di beneficio fiscale che si ha con indicazione dei riferimenti necessari richiesti;
  • il riferimento della fattura a cui si riferisce il pagamento (che quindi deve essere contestuale o successivo all’emissione di quest’ultima) specificato nella causale.

E’ molto importante compilare con grande attenzione il bonifico parlante (vedi ancche Guida al giroconto), specialmente quando viene effettuato da soli online, visto che in caso di errore non dà diritto alla detrazione e non può essere modificato. Inoltre non tutte le banche concedono la possibilità di pagare online questo tipo di bonifico, ma bisogna controllare che nell’apposita sezione ci sia il servizio per i bonifici che danno accesso alle agevolazioni fiscali (grandi banche come Unicredit, oppure molto attive online come CheBanca o Ing Direct non hanno problemi di questo tipo).

Cosa fare in caso di errore?

Se si omette qualche informazione necessaria, o si inserisce un qualsiasi dato sbagliato si ha unicamente una possibilità:

  • chiedere il rimborso dell’importo pagato con il bonifico parlante errato, con conseguente emissione della nota di credito dalla ditta, negozio, artigiano ecc, che ne risultano beneficiari;
  • effettuare un nuovo pagamento, tramite un nuovo bonifico compilato correttamente, che sarà quello che farà fede in sede di dichiarazione dei redditi.