Elenco Rating banche italiane: classifica aggiornata

L’affidabilità della banca è il più importante criterio su cui basarsi quando si sceglie un investimento. Sono tre le principali agenzie di rating che valutano la “salute” di un istituto: Moody’s, Fitch, Standard & Poor’s. In questo articolo vi diciamo quali sono gli istituti sicuri.

Come interpretare i giudizi di rating

Il rating è da definizione una valutazione sulla solidità e la solvibilità di una società, una banca, un’assicurazione, ma anche uno Stato. Nel caso specifico per solvibilità di una banca, si intende la capacità di quest’ultima di far fronte totalmente ai debiti nei confronti dei propri clienti.


Banca
Canone annuo
Prelievi Bancomat
Costo carta di credito
Rating Banca*
0,00€
0,00€
0,00€
A+
0,00€
0,00€
0,00€*
BBB+
0,00€
0,00€
35,00€
BBB-
0,00€
0,00€
0,00€
BBB-

* Rating rilevato il 15/12/2015 dai siti ufficiali delle relative banche (Standard & Poor’s a lungo termine). Per quanto riguardo Fineco, Hello Bank e CheBanca il rating è riferito al gruppo bancario di appartentenza.

Le 3 più importanti agenzie di rating sono: Moody’s, Fitch e Standard & Poor’s ma ne esistono molte altre, come per esempio Am Best per le compagnie assicurative. I giudizi vengono espressi mediante lettere, per descrivere il livello di rischio di investimento sia nel breve sia nel lungo periodo. Ecco un esempio di classi di rating (Moody’s).

Breve periodo

  • P-1 prime di tipo 1 e livello di rischio minimo
  • P-2 prime di tipo 2 e livello di rischio medio-basso
  • P-3 prime di tipo 3 e livello di rischio medio
  • Not prime, rischio considerevole di investimento

Lungo periodo

  • AAA massima sicurezza del capitale
  • AA1, AA2, AA3 rating alto, qualità più che buona
  • A1, A2, A3 rating medio alto, qualità media
  • Baa1, Baa2, Baa3 rating medio basso, qualità medio bassa
  • Ba1, Ba2, Ba3 area di non investimento, speculativa
  • B1, B2, B3 altamente speculativo
  • Caa rischio considerevole
  • Ca estremamente speculativo
  • C rischio di perdere il capitale

Le altre agenzie (Fitch e Standard & Poor’s) indicano anche con la valutazione D le società in perdita, in via generale si può affermare che tutte le aree speculative sono da escludere per chi vuole restare in un investimento di tipo sicuro! Naturalmente il rating non è un criterio infallibile, basti pensare ai casi di Lehman Brothers o della Parmalat dove le agenzie sbagliarono clamorosamente nel giudizio e ricevettero critiche pesanti di obiettività, ma è comunque il metodo più semplice da comprendere per un risparmiatore non esperto.

Il rating o il Cet1?

Le grandi difficoltà in cui si sono ritrovate le banche americane e quelle europee, dal 2008 fino ad oggi, hanno fatto emergere un problema a cui trovare una soluzione immediata: il giudizio di solidità doveva essere sottratto alle agenzie di rating private, ma essere affidato a degli indici più oggettivi.

In Europa è stato realizzato questo obiettivo, almeno in parte, con l’introduzione del Cet 1, che indica il livello di “esposizione” che una banca ha. Che cosa significa?

In modo molto sintetico, se una banca presenta un Cet 1 al di sotto di una prefissata soglia (all’inizio fissata all’8%, ma poi destinata a crescere), mostra una situazione fragile dal punto di vista economico, poiché non ha sufficienti riserve per coprire gli investimenti a rischio.

Non significa che una banca con Cet1 basso sia destinata per forza al fallimento, ma indica che deve prendere dei provvedimenti con i quali aumentare le riserve. Ciò avviene in primis con le operazioni di ricapitalizzazione (taglio delle agenzie e quindi riduzione dei costi, ecc).

Ovviamente, quando si vanno a considerare le banche più sicure si dovrebbe guardare a quelle con Cet1 molto elevato, e possibilmente stabile o in miglioramento. Anche in questo caso può essere di aiuto un esempio:

  • se la banca A ha un Cet1 sopra la soglia minima prevista (ad esempio 10,5%) nel 2014, ma nel 2015 si è scesi al 10% e 2016 al 9,5%, allora si denota una situazione in deterioramento. In questo caso sulla banca bisogna avere qualche legittimo dubbio.
  • se invece abbiamo la banca B, che nel 2014 aveva un Cet1 pari proprio all’8%, che nel 2015 è salito al 9%, e nel 2016 al 9,5%, si denota una situazione in miglioramento, per cui va tenuta sotto controllo, ma con delle prospettive sicuramente più rosee.

Vista l’introduzione del Bail in (e ciò che è successo nel luglio 2015, poi di nuovo nel 2016 con le evidenti sofferenze palesate da alcune banche italiane e grandi gruppi europei) oggi fare attenzione al rating banche italiane, e di quelle internazionali, è importante, guardando inoltre ai nuovi indicatori. Ricordiamo inoltre che le banche devono pubblicare il Cet1 periodicamente.

Quali sono le banche sicure per rating!

Di seguito facciamo una panoramica sulla “sicurezza” di investimenti che possono riguardare alcune banche italiane ed europee. A riguardo però va sottolineato che qui si parla solamente di “rating” senza andare a considerare anche l’aspetto del Cet1, che spesso va a sovvertire le posizioni delle varie classifiche periodicamente stilate.

Quindi per quanto riguarda le sole valutazioni sul rating attribuito dalle tre principali agenzie, vediamo che la crisi economica e di lavoro del nostro Paese, ha declassato l’Italia a un livello di rating medio basso.

Moody’s assegna Baa2, sulla stessa lunghezza d’onda le altre. Ing Direct è sicuramente fra le banche più solide: A3, collocandosi in una posizione medio alta, insieme a Deutsche Bank e Barclays.

A livello medio basso, insieme all’Italia, troviamo Poste Italiane e i principali istituti bancari: Intesa San Paolo e Unicredit (vedi anche Rating Unicredit), il gruppo Ubi e Mediobanca tutti con Baa2. Gli out look sono negativi, ciò significa un peggioramento rispetto al passato. Situazione un po’ più rosea se si considera solo il breve periodo: P-2.

Sotto questa soglia sconsigliamo ogni tipo di investimento: è il caso di Depositosicuro di Banca Marche, da tempo in amministrazione straordinaria e con ultimo Moody’s Caa1. Non molto meglio se la passano Montepaschi Siena e Banca popolare di Milano: rispettivamente B2 e B1, malati non terminali ma cronici.

In attesa che le rispettive situazioni si risollevino, il nostro suggerimento è anche in questo caso di guardare altrove. Da escludere anche Banca Popolare di Spoleto, che ultimamente sta proponendo tassi molto allettanti sul suo conto deposito, ma anch’essa in amministrazione straordinaria.

Molto ben posizionate sono invece le assicurazioni: spiccano Allianz e Prudential Pramerica con A+ (Am Best) in classe Superior, ma anche Generali raggiunge il livello Excellent con: A.

Le banche più sicure italiane: classifica 2016

A settembre 2016 le banche con Cet1 migliore sono risultate le seguenti:

  • Bper: 14,47%;
  • Credem: 13,51%;
  • Intesa: 12,8%;
  • Ubi Banca: 11,61%;
  • Unicredit: 11%