Investimenti contro l’ inflazione: quanto hai perso in 10 anni?

In questo articolo proponiamo un’analisi sull’aumento dell’inflazione italiana negli ultimi 10 anni, dal 2004 ad oggi, per renderci conto di quanto abbiamo perso in termini di valore reale del denaro.

L’inflazione dal 2004 al 2013

Ogni buon investimento deve sempre vincere contro l’inflazione, quantomeno. Questa la prima regola che chiunque deve sempre tenere a mente quando sta confrontando tassi e si sta chiedendo se quello offerto va bene o meno. Mille euro oggi fra 10 anni avranno molto meno valore in termine di potere d’acquisto, conservando si’ il proprio valore nominale, ma perdendo in termini di valore reale. Analizziamo alcuni dati per rendercene conto!

Andamento inflazione 2004-13
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2,2%
2,0%
2,1%
1,8%
3,3%
0,8%
1,5%
2,8%
3,0%
1,2%

Questi dati riguardano l’inflazione media annua dal 2004 ad oggi. Per spiegare il concetto espresso poco fa, facciamo un esempio pratico. A gennaio 2004 il signor Mario Rossi aveva 20.000 euro sul suo conto corrente, che ha deciso di non investire fino al dicembre 2013. Quanto ha perso? In termini nominali nulla, 20.000 euro erano allora, 20.000 euro sono oggi. Ma in termini reali?


20.000€+2,2%=20.440€+2%=20.848€+2,1%
=21.286€+1,8%=21.670€+3,3%=22.385€+0,8%
=22.564€+1,5%=22.902€+2,8%=23.543€+3%
=24.250€+1,2%=24.541 €

Il calcolo, volutamente macchinoso per rendere bene l’idea, evidenzia quanto di anno in anno il denaro di Mario Rossi si è svalutato, 20.000 euro nel gennaio 2004 corrispondono a 24.541 nel gennaio 2014, quasi il 25% in più!

Investire oggi

L’esempio evidenzia quindi, che per tenere il passo dell’inflazione storica, un bravo investitore deve ottenere un interesse medio annuo dal 2 al 2,5% netto. Ma oggi è davvero possibile? Difficile. I titoli di stato hanno toccato i minimi storici, con i Bot e buoni fruttiferi postali al di sotto dell’1%, i conti deposito tengono duro, a fatica, con tassi di media 2,2% lordi.

Solo le polizze vita superano il 3% lordo, ma impegnano sul lungo periodo. La buona notizia è però che anche l’inflazione è molto bassa! Nel 2013 si è chiuso all’1,2% medio sull’anno e l’ultimo dato di marzo 2014 conferma la tendenza al ribasso, +0,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Inoltre per chi vuole fare un investimento di lungo periodo ma non vuole avere la preoccupazione di eventuali, probabili, rialzi dell’inflazione proponiamo 3 investimenti che coprono da questa eventualità:

  • Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana, con durata fino a 10 anni e tasso base di aprile 0,5%. Taglio minimo 250 euro.
  • Buoni del tesoro pluriennali indicizzati all’inflazione europea, con durate di 5, 10, 15 anni. Taglio minimo 1.000 e multipli.
  • Btp Italia indicizzati all’inflazione italiana, con durata di 4 anni. Taglio minimo 1.000 e multipli.