Investire con il proprio conto titoli: come funziona il prestito titoli?

Che cosa è il prestito titoli? Rappresenta una forma di investimento sicura e remunerativa? Quali sono i rischi e quale il funzionamento? A quali banche rivolgersi?

Il prestito Titoli rappresenta una forma di “gestione” del proprio pacchetto titoli molto particolare, e soprattutto poco conosciuta ai piccoli risparmiatori, che troppo spesso vedono sbiadire il valore dei propri prodotti finanziari presenti nel più conosciuto Deposito Titoli. Oggi invece molte banche, comprese alcune prettamente online, prevedono la possibilità di usufruire del prestito titoli dove, una volta tanto, è la banca, e non il titolare degli stessi titoli, a ricoprire il ruolo di “debitore”.


Caratteristiche e funzionamento del prestito Titoli

I soggetti coinvolti sono semplicemente due: il titolare di titoli custoditi nel Deposito Titoli acceso presso la banca che è la controparte e che diventa debitrice. Il titolare del conto titoli accetta di “trasferire” temporaneamente i titoli (anche solo una parte, ma in tal caso dovrà specificare, anche di volta in volta, i titoli che vorrà rendere indisponibili per il prestito) alla banca.

Si tratta di un trasferimento a tutti gli effetti, in quanto i titoli oggetto del Prestito Titoli spariscono dal conto Titoli. Nel contratto deve essere indicata la durata per la quale il prestito avrà durata, ma generalmente il titolare del deposito Titoli può chiedere in qualsiasi momento la restituzione di una parte o di tutti i titoli oggetto dell’operazione di questo prestito atipico.

Banca
Nome prodotto
Rendimento
Approndimenti
Ritenuta Fiscale
Portafoglio Remunerato
Fino al 5,00%
Possono essere oggetto di prestito titoli: azioni, titoli di Stato, ETF e Covered Warrant
26%
PrestAZIONI
Fino al 5,00%
Possono essere impiegati nel prestito titolo solo azioni
26%

Data ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2014

Le durate del contratto sono comunque molto variabili, ma di norma si rimane al di sotto dei 12 mesi, e solo eccessivamente ci si spinge oltre (in media massimo fino a 18 mesi). Alla scadenza del contratto la banca dovrà restituire i “titoli” equivalenti a quelli oggetto del contratto, e dovrà inoltre corrispondere un “fee” calcolato sul controvalore dei titoli stessi, oltre che interessi, dividendi o altro maturati sui titoli stessi.

Da qui emerge l’aspetto più atipico di questo tipo di contratto, in quanto il titolare dei titoli oggetto del contratto, non perde i diritti o qualsiasi altra condizione collegata ai titoli stessi, nonostante il loro trasferimento alla banca.

Obiettivi del prestito Titoli

Il prestatore, ovvero il titolare del conto titoli, ha l’obiettivo di aumentare la remunerazione che si attende dalla detenzione dei titoli stessi, mentre la banca usa i titoli in prestito per reperire liquidità seguendo varie procedure (tra cui le operazioni allo scoperto in borsa rimangono sempre uno dei mezzi più usati).

Per queste ragioni la banca può decidere di non accettare alcuni tipi di titoli. Inoltre c’è una certa disparità anche sulla tipologia di strumenti finanziari accettati (alcune banche accettano anche Etf, oltre ad azioni, obbligazioni, ecc).

Esempi di banche con prestito titoli

  • La banca popolare di Vicenza prevede la soluzione del prestito vincolato garantito, con sottostanti i titoli di Stato;
  • Iwbank propone il prestAzioni, con un ventaglio di scelte tra i più ampi, che possono spingersi fino agli Otc;
  • Fineco con con Portafoglio Remunerato.