Risparmio gestito CheBanca: guida alla scelta e sottoscrizione fondi

Il risparmio gestito CheBanca rappresenta una delle tre possibili alternative sulle strategie di investimento, che i titolari del conto Yellow possono scegliere, insieme al risparmio assicurato e agli Yellow Funds. Nella parte del risparmio gestito (vedi anche Conto risparmio) troviamo 4000 fondi offerti dalle principali società di investimento tra cui poter scegliere.

Vista la natura dell’investimento nei fondi comuni (vedi anche Tassazione fondi pensione), che è proprio alla base dell’offerta del risparmio gestito, troviamo la possibilità di ottenere assistenza nella scelta con l’intervento di un consulente. Per chi vuole comunque operare una scelta in modo più autonomo, ma senza privarsi di una forma ‘base’ di ausilio, è presente il tool di simulazione, che permette anche di valutare l’andamento del fondo stesso, sulla base dell’evidenziazione dello storico degli ultimi 5 anni. Per rendere la scelta ulteriormente più agevole CheBanca ha anche ideato la Mappa del Risparmio Gestito.

Cosa cambia con i fondi Yellow?

Come già accennato all’inizio chi opta per l’investimento all’interno della sezione del risparmio gestito sta scegliendo di diventare titolare di quote di fondi comuni, proposti da grandi società di investimento, Sim o Sicav, in modo logicamente non esclusivo. Questo significa che i titolari di un conto con un’altra banca italiana, o straniera, potranno fare la stessa scelta e accedere agli stessi fondi, passando per un intermediario abilitato.

Inizialmente Chebanca aveva circa 1800 fondi, che sono stati aumentati e portati attualmente a 4000, senza perdere di vista i fondi storici ma aprendo la porta ad altri che difficilmente sono raggiungibili passando per le banche italiane. Unica eccezione al discorso suddetto sono i fondi Yellow o Yellow Fund creati appositamente ed in esclusiva per CheBanca, e quindi accessibili solamente ai suoi clienti, che devono essere anche titolari di un conto Yellow.

Come funziona la sottoscrizione?

La sottoscrizione dei fondi appartenenti al risparmio gestito di Chebanca avviene direttamente dall’apposita sezione presente all’interno dell’area clienti nell’internet banking. Da un punto di vista operativo, una volta accertato che sul conto ci siano sufficienti riserve per coprire i costi di sottoscrizione, si dovranno seguire pochissimi passaggi. Nel particolare:

  • ci si deve loggare ed entrare nell’area clienti;
  • si deve selezionare la voce Investimenti;
  • una volta entrati si deve selezionare l’icona Ricerca Investimenti (si trova sulla destra dell’interfaccia);
  • una volta aperta la nuova finestra si deve selezionare l’icona “Vai alla selezione guidata”;
  • qui bisogna scegliere la categoria dell’investimento alla quale appartengono i fondi che interessano;
  • si deve selezionare quello che interessa, oppure se ne seleziona più di uno per metterli a confronto;
  • una volta trovato quello o quelli che si vogliono acquistare bisogna definire l’importo da investire e quindi procedere all’acquisto.

Come scegliere?

Per quanto riguarda la scelta si dovranno tener presenti molti fattori, che possono essere suddivisi in modo molto semplice in:

  • rischio che si è disposti a correre (con suddivisione del rischio crescente tra le obbligazioni, i fondi flessibili e bilanciati, e sul gradino più alto quelli azionari);
  • tipo di obiettivo di rendimento che si vorrebbe raggiungere;
  • orizzonte temporale in cui si vorrebbe realizzare il guadagno.

Può essere complicato fare queste valutazioni sui vari fondi, anche perché 4000 possibili scelte sono davvero ‘troppe’ per chi non è un investitore professionale. Ma vista la politica di Chebanca di aprire le porte all’investimento a chiunque abbia la volontà o la voglia di cimentarsi con questo tipo di esperienza, è stata creata la Mappa del risparmio gestito. In questo modo tutti i fondi proposti sono stati raggruppati in sole 12 macrocategorie. Queste rientrano comunque nelle tre tipologie di obbligazionario, bilanciato ed azionario.

Ma oltre alla suddivisione in base al rischio è stata fatta anche un’organizzazione per orizzonte temporale/rendimento. Quindi la categoria che si trova nel punto ottimale tra rischio e orizzonte temporale/rendimento potrà essere selezionata, e all’interno saranno presenti proprio quei fondi che permettono, con maggiori probabilità, il raggiungimento del massimo guadagno facendosi carico di un livello di rischio che è considerato accettabile.

L’uso della Mappa è molto utile, quindi le opinioni a riguardo non possono che essere positive, ma ciò non toglie che in caso di indecisione si potrà sempre cercare una conferma o un consiglio da parte di un consulente CheBanca. Questo accade perché non tutti i 4000 fondi sono stati compresi nelle 12 categorie, ma solo quelli che offrono maggiori garanzie nel rispetto della classificazione che è stata operata dagli esperti di CheBanca. In fase di scelta si dovrà anche decidere se la sottoscrizione dovrà avvenire sotto forma Pic (che comunque potrà prevedere versamenti aggiuntivi) oppure in modalità Pac (quindi con un versamento iniziale seguito da altri a cadenza mensile oppure trimestrale, ecc)

Perché il conto Yellow per investire?

CheBanca propone due ottimi conti correnti: il Digital è a canone zero e permette di ottenere un conto completo all inclusive, ma a condizione che non si utilizzi come canale la filiale (in questo caso si dovrebbe abilitare la funzione “filiale” al costo di 2 euro al mese). Il conto Yellow offre invece libertà di gestione, on line o filiale, al costo fisso di 2 euro al mese. Tuttavia la sottoscrizione dei fondi comuni di investimento richiede che si sia titolari di un conto titoli, e tra il Digital e il Yellow solo quest’ultimo riporta questa caratteristica.

Costi e convenienza

I fondi comuni di investimento prevedono costi di sottoscrizione, gestione e switch molto diversi tra loro, quindi si dovrà controllare direttamente le condizioni che ciascun gestore propone. Promozionalmente CheBanca ha semplificato in parte la scrematura dei fondi in funzione dei costi da sostenere, perché ha disposto che sottoscrizione e switch fossero gratuiti, lasciando forzatamente attivi solo quelli di gestione.

Per fare invece una valutazione sulla convenienza di un fondo, si dovranno considerare in primis il rapporto che c’è tra rendimento storicamente realizzato (non solo dell’ultimo periodo), il tipo di gestione (se è più o meno attiva rispetto al benchmark) e il livello di rischio che si deve sostenere.

Attenzione: anche nel risparmio gestito in cui si fanno investimenti affidando il denaro a una società che lo gestisce in modo indiretto tramite la gestione del fondo in cui è stato fatto l’investimento stesso, non conviene scegliere un fondo in funzione solamente del potenziale guadagno.