Yellow Funds Sicav – Opinioni e costi

Gli Yellow Funds sono quote di fondi di Yellow Fund Sicav, la società di diritto lussemburghese che propone in via esclusiva i propri fondi ai clienti di CheBanca titolari di un conto corrente Yellow. L’offerta del risparmio gestito è stata quindi ulteriormente arricchita con questi fondi, per i quali CheBanca ha anche fatto accordi per avvalersi di due partner d’eccellenza che sono BlackRock e Duemme sgr (quest’ultima fa parte sempre del gruppo Mediobanca).

BlackRock gestisce fondi che prevedono o una remunerazione periodica tramite distribuzione delle cedole, oppure un aumento del capitale investito, con un approccio più o meno aggressivo. Invece la Duemme Sgr gestisce fondi con distribuzione delle cedole e del dividendo. Vediamo tutto in maniera più approfondita.

Costi e condizioni

Innanzitutto BlackRock propone tre tipologie di fondi, mentre Duemme sgr due. Per ciascuno sono applicate delle condizioni e dei costi differenti. Questi sono di sottoscrizione, di gestione, di rimborso e di switch. CheBanca ha deciso di annullare quelli di sottoscrizione, di rimborso e di switch, per cui attualmente si devono sostenere solo quelli di gestione. Per questi vale sempre il principio di massima libertà di determinazione dell’importo applicato, che viene applicato in misura percentuale, in base a quanto indicato nel regolamento che regola il fondo stesso.

Il costo della gestione varia inoltre in funzione della gestione attuata, soprattutto a seconda che questa sia o meno dinamica o orientata a replicare semplicemente il benchmark. Il costo di gestione medio si aggira intorno 2,5% mentre il risparmio sulle spese di sottoscrizione può essere quantificato intorno al 3% dell’importo investito nel fondo stesso, ferme restando le differenze collegate anche alla scelta di una sottoscrizione di un Pic oppure di un Pac.

Come requisiti fondamentale, come già accennato, bisogna essere titolari di un conto corrente Yellow di CheBanca. Da questa condizione è escluso il conto Digital semplicemente perché non è correlato del conto di deposito e custodia dei titoli, che è necessario per l’esecuzione e il mantenimento dell’investimento stesso (a differenza di quanto accade quando si sceglie il risparmio assicurato). Quindi se non si ha un conto Yellow, aprirlo deve essere il primo passo da compiere, ricordando che per i già clienti CheBanca la procedura risulta essere ancora più facile ed immediata.

Come si acquistano le quote?

Come è noto tra le quote di fondi comuni di investimento e di Sicav c’è una certa differenza in quanto in quest’ultimo caso si impatta direttamente sul capitale che la società ha a disposizione per effettuare gli investimenti stessi (quindi si può andare incontro a maggiori oscillazioni). Ciò nonostante per la sottoscrizione non si devono seguire delle modalità differenti, rispetto a quelle previste per il risparmio gestito di Chebanca. In modo molto sintetico si dovrà semplicemente:

  • entrare nell’internet banking;
  • entrare nella sezione degli investimenti;
  • scegliere la voce corrispondente a Yellow Fund;
  • fare la scelta sul fondo o i fondi da sottoscrivere (la ricerca può avvenire per Isin, nome del fondo o usando la Mappa);
  • selezionare il fondo che interessa;
  • stabilire l’importo, la percentuale di distribuzione delle quote, e quindi procedere all’acquisto.

Tipi di “fondi” tra cui scegliere

Va fatta una prima distinzione tra quelli proposti e gestiti da BlackRock (di diritto inglese) e quelli della Duemme sgr (di diritto italiano). Nel dettaglio abbiamo le seguenti possibilità di scelta:

Yellow Fund BlackRock

  • fondo Difesa: è quello dotato del profilo più conservativo e con minore esposizione al rischio. Ciò viene realizzato con una presenza della componente azionaria che dovrà essere compresa tra il 10% ed il 35%. La volatilità massima dovrà invece essere pari al 5%;
  • fondo Centrocampo: si tratta di un fondo di tipo bilanciato, dove si cerca di mantenere un certo equilibrio per la componente azionaria rispetto agli altri tipi di strumenti finanziari su cui si investe. La parte azionaria dovrà essere compresa tra il 35% ed il 65% della consistenza complessiva del fondo stesso. La volatilità non dovrà superare come target il 9%;
  • fondo Attacco: si tratta del profilo più aggressivo, per il quale la componente azionaria deve essere la maggioranza, con una percentuale accettata che dovrà andare da un minimo del 50% ad un massimo dell’80%. Il target della volatilità massima è del 13%.

Ogni comparto permette di scegliere tra le due possibilità di remunerazione: ad accrescimento del capitale (ma no distribuzione periodica dei rendimenti) oppure con cedola periodica. E’ possibile inoltre scegliere tra la modalità con piano di accumulo oppure come unico versamento, ma in entrambi i casi si ha ampia libertà di effettuare versamenti aggiuntivi periodici. Gli investimenti avvengono soprattutto su azioni, o quote di fondi azionari, Etf, indici sempre azionari, ecc.

Approfondimento: E’ sicuro investire sul trading in Etf.

Yellow Fund Duemme Sgr

  • Fondo Cedola: l’investimento avviene sui fondi obbligazionari, prediligendo quelli che staccano cedole più elevate, ma con una diversificazione a livello mondiale. La distribuzione del rendimento che si propone di raggiungere è pari ad almeno (come target) l’inflazione nella zona Ue più uno spread di 0,5%;
  • Fondo Dividendo: l’investimento è in titoli azionari, sempre diversificati a livello internazionale, ma cercando di scegliere quelli che offrono flussi più costanti di distribuzione dei dividendi stessi.

Conclusioni

Nel complesso l’offerta delle possibili alternative di investimento ad oggi proposta da Chebanca risulta buona. Le opinioni sono generalmente positive, anche se ovviamente avendo un ruolo da collocatore, la Banca non può offrire alcuna garanzia sui risultati che i gestori delle Sim scelte nel risparmio gestito e per quello assicurato, e le Sicav per i Yellow Funds, riusciranno a raggiungere.

Rimane positiva la possibilità di poter seguire l’andamento dei rendimenti, riportati dai principali quotidiani, ma questa è una garanzia che viene offerta dalla normativa sugli investimenti, e non dalle singole banche (anche se la scelta di case di investimento di un certo peso può semplificare questa fase di controllo e monitoraggio).

Quello che realmente manca è la presenza di un consulente assegnato in modo “stabile” a chi fa gli investimenti. Infatti chi si affida al risparmio gestito in ogni sua forma, generalmente non ha le competenze o il tempo per dedicarsi in modo molto più attivo ad ogni fase che caratterizza la gestione dei propri risparmi. Per tutto il resto, tanto gli utenti che gli addetti ai lavori, hanno costantemente confermato un giudizio molto positivo.