Conviene investire in azioni Unicredit?

Unicredit, a livello azionario e non solo, ha affrontato un inizio di 2016 particolarmente complicato. Quali sono le prospettive ad oggi anche in funzione del recente cambio ai vertici?

Unicredit rientra nel segmento delle banche commerciali, con un’offerta di tipo retail, private e investment banking per le aziende e corporate. Durante gli anni della crisi ha dovuto intraprendere un’opera di riorganizzazione e di parziale ridimensionamento della struttura, riducendo il numero di filiali, vendendo alcune partecipazioni all’estero (ciò non le ha tolto comunque il ruolo di leader del settore). Si tratta infatti di una delle banche italiane dotate di maggiore presenza all’estero (17 Paesi in 50 mercati).


Unicredit: una banca sicura in cui investire?

Le azioni Unicredit rientrano nelle blue chips, sono di tipo ordinario, e sono quotate nel market Mta della Borsa di Milano (Ftse It All Share, Ftse MIB). L’inizio di quest’anno è stato molto difficile per il gruppo bancario, con un dimezzamento del valore delle azioni, che nonostante le speranze sono scese sotto la soglia psicologica di 3 euro (vedi anche Come investire in modo sicuro in borsa).

Dopo aver messo da parte l’idea di effettuare un aumento di capitale (soluzione possibile grazie ad un Cet 1 prossimo all’11%), si è passati a una riorganizzazione del piano industriale, che ha portato alla sostituzione di Ghizzoni con un Ceo straniero, Jean Pierre Mustier, che ha suscitato rumors differenti e spesso in contrasto.

Di contro il titolo ne ha beneficiato, invertendo la tendenza fortemente negativa segnata fino ad oggi, con un prezzo sceso ulteriormente sotto la soglia di 2 euro, e un ritorno in positivo (come è molto chiaro nel trend del grafico degli ultimi 12 mesi).

Quali prospettive?

La maggioranza dagli analisti ha indicato come prezzo obiettivo i 3,5 euro, il che rende il titolo interessante e sostiene la scelta ‘buy’. Per il dividendo del 2016 è difficile attendersi delle cifre interessanti, fermo restando che si tratta di un tipo di azione che potrà generare guadagni soprattutto in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, e che i rendimenti si dovrebbero concentrare soprattutto sull’apprezzamento del titolo azionario.

Rimangono, inoltre alcune incertezze che non sono state ancora dissipate completamente, visto che si attendono le decisioni del nuovo Ceo (soprattutto se si adotterà come scelta l’aumento di capitale, o se si proseguirà con le azioni di ristrutturazione).

Conclusioni

Nonostante le difficoltà dell’ultimo anno, Unicredit è una delle poche grandi banche che non ha vissuto una riduzione del Cet1, ha ridotto le perdite e aumentato il margine. Ciò nonostante, soprattutto per l’incertezza da imputare alla definizione dei vertici, non ha beneficiato di una netta ripresa del valore del suo capitale (vedi anche Libri per investire in borsa).